Imperativo in ItalianoA2
Impara l'imperativo in italiano: forme affermative e negative, regole di cortesia e esempi pratici per parlare con fiducia.
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Prerequisites
Usi diretti
L’imperativo si usa con verbi che comandano, chiedono, ordinano, invitano, esortano o vietano. Serve per esprimere ordini, richieste, inviti, consigli, esortazioni, divieti e istruzioni in modo diretto e immediato. Si collega bene con l’idea di azione pratica già nota nei Modi verbali.
Tu affermativo
Nella seconda persona singolare affermativa, l’imperativo coincide in genere con il presente indicativo nella forma semplice del verbo. È la forma più diretta e colloquiale per parlare a una sola persona. Con alcuni verbi si usano anche forme abbreviate nella lingua parlata.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
Tu negativo
Nella seconda persona singolare negativa si usa di norma non seguito dall’infinito. Questa costruzione è molto comune per divieti e ammonimenti, e spesso sostituisce l’imperativo diretto. Per questa zona del sistema verbale è utile confrontare anche i Verbi Pronominali.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
Noi inclusivo
Con la prima persona plurale, l’imperativo include chi parla e chi ascolta nella stessa azione. Questa forma invita a agire insieme, a proporre un piano comune o a dare istruzioni condivise. È un uso naturale quando il parlante vuole coinvolgere il gruppo.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
Voi plurale
Con la seconda persona plurale, l’imperativo si usa per rivolgersi a più persone in modo informale. Questa forma è frequente nelle istruzioni, nei richiami e nelle richieste rivolte a un gruppo. In italiano standard è la scelta normale quando si parla a un pubblico vicino e diretto.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
Forma formale
Con la forma di cortesia, l’imperativo si esprime con il congiuntivo presente alla terza persona singolare per Lei e alla terza persona plurale per Loro. Nell’uso contemporaneo, la forma con Lei è quella davvero viva; Loro è oggi molto rara e di tono arcaico. Per questa area è utile il collegamento con il Congiuntivo.
| Idea | Esempio | |
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Irregolari comuni
Molti verbi frequenti hanno forme imperative irregolari che vanno riconosciute come blocchi lessicali. Tra i più comuni ci sono essere, avere, andare, fare, dare e stare. Queste forme sono molto frequenti nella lingua d’uso e anche nei testi legati al Condizionale Semplice e al Condizionale composto, dove la scelta di registro è spesso importante.
| Soggetto | Verbo | Esempio | |
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| Tu | |||
| Voi | |||
| Tu | |||
| Voi | |||
| Tu | |||
| Lei | |||
| Tu | |||
| Lei | |||
| Tu | |||
| Lei | |||
| Tu | |||
| Lei |
Scelta d’uso
L’imperativo si sceglie quando si vuole un effetto diretto, operativo e immediato sul destinatario. Se l’intenzione è più cortese o meno frontale, soprattutto nel registro formale, si preferiscono spesso il congiuntivo o il condizionale. La scelta dipende quindi dal rapporto tra parlante, destinatario e grado di pressione comunicativa.
| Idea | Esempio | |
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Chiusura
L’imperativo organizza ordini, richieste, inviti, consigli, esortazioni, divieti e istruzioni con una struttura molto compatta. La forma cambia secondo il destinatario: tu, noi, voi e la cortesia con Lei. Le forme irregolari e la posizione dei pronomi clitici mostrano che il valore pratico dell’imperativo si combina con regole morfologiche precise e con una forte sensibilità di registro.