Discorso indiretto in ItalianoB1
Scopri come usare il discorso indiretto: regole, esempi e consigli pratici per riportare discorsi diretti in italiano. Applica ora con esempi reali.
Available Translations
Prerequisites
Ordine base
Nel discorso indiretto la frase dichiarativa mantiene di norma l’ordine soggetto, verbo, complemento, mentre gli avverbi seguono la posizione più naturale del periodo subordinato. La proposizione riportata dipende da un verbo introduttore come dire, pensare, chiedere o ordinare, che regola il rapporto tra parlante e contenuto riferito. Per la struttura generale della subordinazione sono utili anche Frasi Subordinate e Ordine delle parole.
| Elemento | Posizione | |
|---|---|---|
| All’inizio della proposizione riportata | ||
| Dopo il soggetto | ||
| Dopo il verbo | ||
| In posizione coerente con il periodo |
Frasi dichiarative
Le enunciati dichiarativi si trasformano con l’introduzione di che, che apre la subordinata e segnala il contenuto riferito. Nel parlato colloquiale che può essere omesso quando il contesto resta chiaro, ma la forma esplicita è la più stabile nello scritto e nei registri sorvegliati. Il tempo verbale e i riferimenti di persona si adattano al nuovo punto di vista del parlante.
| Idea | Example | |
|---|---|---|
| Marco ha detto che arriva tardi. | ||
| Anna pensa arriva domani. | ||
| Luca ha detto che io ero pronto. |
Domande indirette
Le domande dirette diventano subordinate interrogative introdotte da se oppure da un avverbio interrogativo come dove, quando, come o perché. In questo passaggio non si conserva il segno interrogativo finale, perché la funzione interrogativa è affidata alla subordinata stessa. Il verbo introduttore guida il grado di certezza o di richiesta espresso nella frase principale.
| Idea | Example | |
|---|---|---|
| Mi ha chiesto se vieni con noi. | ||
| Non so dove sia il museo. | ||
| Mi chiede quando parte il treno. |
Ordini e richieste
Gli imperativi riportati non si mantengono di solito come ordini diretti, ma vengono resi con una perifrasi o con una subordinata introdotta da di, che ne attenua o ne specifica il valore. Questa trasformazione collega il contenuto comandato al verbo introduttore senza imitare la forza illocutiva dell’originale. Con verbi di volizione o di richiesta, il congiuntivo e il condizionale possono esprimere sfumature di desiderio, dubbio o cortesia.
| Idea | Example | |
|---|---|---|
| Mi ha detto di aspettarlo. | ||
| Ti prego di sederti con calma. | ||
| Voleva che partissi subito. |
Deissi e tempi
Nel discorso indiretto cambiano i riferimenti temporali, spaziali e personali, perché il centro deittico si sposta dal parlante originale al narratore che riferisce. I dimostrativi, gli avverbi di tempo e i pronomi vengono adattati per mantenere coerenza con questo nuovo punto di vista. Anche la negazione resta interna alla subordinata e si colloca davanti al verbo quando richiesto dalla struttura della frase.
| Idea | Example | |
|---|---|---|
| Ha detto che allora partiva. | ||
| Ha spiegato che lì lavorava meglio. | ||
| Ha detto che non voleva uscire. |
Discorsi multipli
Quando un testo riporta più voci, il discorso indiretto organizza i contenuti in una gerarchia di dipendenza, senza perdere la distinzione tra chi parla e chi riferisce. Gli incisi e le virgolette si usano solo quando il testo deve preservare una citazione letterale o un inserto autonomo. In caso di varianti regionali o di parlato rapido, le costruzioni possono essere più elastiche, ma la coerenza dei riferimenti resta essenziale.
| Idea | Example | |
|---|---|---|
| Maria ha detto che arrivava e che avrebbe telefonato. | ||
| Paolo ha risposto che, a suo avviso, la soluzione era semplice. | ||
| Ha scritto che era, testualmente, molto felice. |
Sintesi finale
Nel discorso indiretto il contenuto altrui si integra nella frase subordinata con ordine stabile, concordanza dei riferimenti e scelta appropriata del verbo introduttore. Che introduce spesso le dichiarative, se e gli avverbi interrogativi rendono le domande, mentre ordini, negazioni e riferimenti temporali si adattano al nuovo centro enunciativo. Nei registri colloquiali alcune semplificazioni sono possibili, ma la forma più chiara resta quella che conserva la struttura subordinata e la coerenza interna del periodo.