Pronomi relativi in ItalianoA2
Scopri come usare i pronomi relativi in italiano: chi, che, cui e altri modi per collegare frasi. Esercizi guidati inclusi.
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Prerequisites
Funzione relativa
I pronomi relativi collegano una proposizione subordinata a un antecedente e permettono di evitare ripetizioni. Nella frase, possono svolgere la funzione di soggetto, complemento oggetto o complemento retto da preposizione. Per l’uso generale dei pronomi come parte del discorso, è utile richiamare Pronomi.
Che
Che è il pronome relativo più comune ed è invariabile. Si usa per riferirsi a persone o cose quando svolge la funzione di soggetto o di complemento oggetto. Nel parlato è spesso la scelta più naturale anche dove nello scritto può comparire una forma più formale.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
| Che è invariabile e introduce una proposizione relativa con antecedente espresso. | ||
| Che può avere la funzione di soggetto nella subordinata relativa. | ||
| Che può avere la funzione di complemento oggetto nella subordinata relativa. |
Cui e preposizioni
Cui si usa dopo una preposizione e introduce un complemento nella subordinata relativa. È la forma tipica per esprimere rapporto di termine, compagnia, causa o altri complementi preposizionali, come in a cui, con cui, per cui e di cui. Nel parlato, soprattutto in registri meno formali, queste funzioni sono spesso rese con che; nello scritto, invece, cui è generalmente preferito.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
| Cui compare dopo una preposizione ed esprime un complemento. | ||
| A cui indica spesso il complemento di termine. | ||
| Con cui indica spesso compagnia o mezzo. | ||
| Per cui può esprimere causa o fine. | ||
| Di cui può esprimere possesso o relazione. |
Chi
Chi è un pronome relativo senza antecedente espresso e si riferisce a persone in modo generico o indefinito. Può introdurre una proposizione nominale e significa spesso chiunque o colui che a seconda del contesto. Si collega bene anche all’uso dei Pronomi Indefiniti, perché può avere valore generale e non specifico.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
| Chi introduce un riferimento generico a persone. | ||
| Chi può avvicinarsi a un valore di chiunque o colui che. | ||
| Chi introduce spesso una proposizione nominale autonoma. |
Il quale
Il quale, la quale, i quali e le quali sono forme relative più formali e concordano con l’antecedente in genere e numero. Si usano soprattutto nello scritto o quando serve maggiore chiarezza sintattica, specialmente dopo preposizione. Per l’accordo di genere e numero, il comportamento richiama quello dei Pronomi Possessivi e degli Aggettivi Relativi.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
| Il quale concorda con un antecedente maschile singolare. | ||
| La quale concorda con un antecedente femminile singolare. | ||
| I quali concorda con un antecedente maschile plurale. | ||
| Le quali concorda con un antecedente femminile plurale. |
Neutro relativo
Ciò che e quel che funzionano come relativi neutri e rimandano a un contenuto, a un fatto o a un’intera proposizione. Sono utili quando il riferimento non è una persona o un oggetto singolo, ma un concetto generale. In contesti più descrittivi o argomentativi, permettono una formulazione scorrevole e precisa.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
| Ciò che riferisce un contenuto generale. | ||
| Quel che riferisce un fatto o una proposizione. | ||
| I relativi neutri evitano un antecedente nominale preciso. |
Posizione
Il pronome relativo segue di norma l’antecedente oppure l’intera proposizione a cui si riferisce. La sua posizione serve a legare con precisione la relativa al nome o all’idea precedente. Quando la relativa spiega un contenuto più ampio, il relativo resta comunque all’inizio della subordinata.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
| Il relativo segue l antecedente che determina. | ||
| Il relativo può riferirsi a un intero contenuto precedente. | ||
| La relativa si colloca accanto all elemento che modifica. |
Concordanza
Che è invariabile e non cambia con genere o numero. Il quale invece concorda con l’antecedente, e questa concordanza rende la relazione più esplicita. La scelta tra le due forme dipende spesso dal registro, dal bisogno di chiarezza e dalla struttura della frase.
| Idea | Esempio | |
|---|---|---|
| Che non concorda con l antecedente. | ||
| Il quale concorda in genere e numero. | ||
| La concordanza di il quale è visibile nelle varie forme. |
Registro e uso
Nel parlato si preferisce spesso che anche dopo preposizione, perché è più semplice e più frequente. Nello scritto formale si usano con maggiore facilità cui e il quale per rendere più esplicito il rapporto sintattico. In alcune varietà regionali le forme più formali possono essere meno comuni, ma restano pienamente corrette nell’italiano standard.
| Regione | Parola o espressione | Definizione regionale | Esempio | |
|---|---|---|---|---|
| Nel parlato quotidiano è spesso preferito anche in contesti in cui lo scritto usa altre forme. | ||||
| È più frequente nei testi formali quando serve maggiore precisione o enfasi sintattica. | ||||
| Dopo preposizione è la forma regolare e chiara per esprimere un complemento relativo. |
Sintesi finale
I pronomi relativi uniscono una subordinata a un antecedente e specificano il ruolo della relazione nella frase. Che resta la forma più comune e invariabile per soggetto e oggetto, cui si usa dopo preposizione, chi introduce riferimenti generici a persone, il quale concorda con l’antecedente e ciò che o quel che esprimono contenuti neutri. La scelta della forma dipende dal tipo di complemento, dal registro e dal grado di precisione richiesto.