Trapassato remoto
Modulo di italiano: Trapassato Remoto. Impara i tempi verbali passati più complessi, con esempi e esercizi pratici.
Panorama
Il trapassato remoto è un tempo verbale composto che esprime un'azione passata e conclusa, anteriora a un'altra azione passata espressa con il passato remoto. È tipico della lingua scritta, della narrativa e della storia, e si trova spesso in italiano formale e letterario. Si forma con l'ausiliare al passato remoto più il participio passato del verbo principale.
Valore temporale
Il trapassato remoto indica un fatto già compiuto nel passato rispetto a un altro fatto passato, che di solito viene espresso con il passato remoto nello stesso periodo. Stabilisce una relazione di anteriorità tra due eventi narrati, fissando con precisione quale dei due viene prima. Di norma, il trapassato remoto prepara il contesto o la causa e il passato remoto descrive la conseguenza o l'evento principale.
Regola |
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Formazione
Il trapassato remoto si forma con l’ausiliare avere o essere coniugato al passato remoto e il participio passato del verbo. La scelta di avere o essere segue le stesse regole degli altri tempi composti: avere con i verbi transitivi e molti intransitivi, essere con i verbi di movimento, stato, cambiamento e con i riflessivi. Con essere, il participio passato concorda in genere e numero con il soggetto.
Regola |
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Avere
Nel trapassato remoto con avere, l’ausiliare si coniuga al passato remoto e il participio passato resta invariato. Questa struttura si usa con verbi transitivi e con molti verbi che non richiedono il movimento o un cambiamento di stato. Il complemento oggetto, se presente, non influenza la concordanza del participio.
Soggetto | Forma |
|---|---|
io | |
tu | |
lui/lei | |
noi | |
voi | |
loro |
Essere
Nel trapassato remoto con essere, l’ausiliare si coniuga al passato remoto e il participio passato concorda con il soggetto in genere e numero. Questa struttura si applica ai verbi di movimento, stato, cambiamento e ai verbi riflessivi. Nei tempi composti con essere, la concordanza è obbligatoria e determina la forma del participio.
Soggetto | Forma |
|---|---|
io | |
tu | |
lui/lei | |
noi | |
voi | |
loro |
Concordanza
Con l’ausiliare essere, il participio passato concorda con il soggetto: maschile singolare, femminile singolare, maschile plurale, femminile plurale. Nei tempi composti con essere, la concordanza si applica anche ai riflessivi e ai verbi impersonali con soggetto sottinteso. Con avere, invece, il participio resta invariato, salvo casi specifici non trattati qui.
Regola |
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Contesti tipici
Il trapassato remoto appare spesso in frasi subordinate introdotte da quando, dopo che, perché, appena, poiché, dato che. È frequente nella narrazione storica, nei racconti e nei romanzi, dove si alterna al passato remoto per organizzare la sequenza degli eventi. In questi contesti, il trapassato remoto segnala l’evento preparatorio o la causa, mentre il passato remoto presenta l’azione centrale.
Parola o frase | Definizione |
|---|---|
dopo che | |
quando | |
appena | |
perché |
Registro
Il trapassato remoto è tipico dell’italiano scritto formale e della narrazione letteraria. Nell’italiano parlato contemporaneo è raro e spesso sostituito dal trapassato prossimo insieme all’imperfetto o al passato prossimo. Rimane però centrale nei testi storici, nei racconti e nei contesti in cui si usa regolarmente il passato remoto.
Regione | Parola o frase | Definizione regionale |
|---|---|---|
Sintesi
Il trapassato remoto esprime anteriorità rispetto al passato remoto ed è costruito con l’ausiliare al passato remoto più il participio passato. Si trova soprattutto nella narrazione scritta e richiede attenzione alla scelta dell’ausiliare e alla concordanza con essere. La sua funzione principale è organizzare la sequenza temporale dei fatti in testi dove il passato remoto è già attivo.