Elisione e troncamento

Scopri l’elisione e il troncamento in italiano e impara a usarli correttamente nella frase scritta e parlata.

Elisione e troncamento non sono la stessa cosa. Nell’elisione cade la vocale finale e si scrive l’apostrofo. Nel troncamento cade la parte finale della parola, ma di solito non si scrive l’apostrofo. In italiano alcune forme sono obbligatorie, altre sono solo comuni o preferite secondo la parola e il registro.

L’elisione si usa quando una parola finisce in vocale e la parola dopo inizia con vocale. La vocale finale cade e l’apostrofo la mostra nello scritto. Con alcune parole, come articoli, preposizioni articolate e certi aggettivi, l’elisione è normale o obbligatoria.

Regola
Con l’articolo femminile singolare la, davanti a vocale, si usa l’elisione e si scrive sempre l’apostrofo.
Con una e con aggettivi come bella e quella, davanti a vocale, l’elisione è normale e produce forme come un’altra, bell’amica, quell’uomo.
Con le preposizioni articolate femminili singolari, davanti a vocale, l’elisione è obbligatoria in forme come dell’ e nell’.

Nell’elisione l’apostrofo è il segno che indica la caduta della vocale finale. Senza apostrofo, la forma scritta non mostra l’elisione. Questo segno appartiene all’elisione e non al troncamento normale.

Regola
L’apostrofo si scrive quando cade la vocale finale di una parola davanti a un’altra parola che inizia per vocale.
Forme come l’, un’, quest’, quell’ mostrano nello scritto che c’è elisione.
Nel troncamento comune, come un, buon, bel, san, l’apostrofo non si usa.

Il troncamento accorcia una parola senza apostrofo. Può avvenire davanti a consonante o davanti a vocale, secondo la parola. Molte forme tronche sono fisse nell’uso, ma non tutte hanno la stessa forza: alcune sono obbligatorie, altre sono comuni soprattutto nello stile più formale o letterario.

Regola
Nel troncamento la parola perde la parte finale ma di solito non prende l’apostrofo.
Forme come un, buon, bel e gran sono troncamenti usati molto spesso e funzionano come forme proprie nell’italiano comune.
Il troncamento non dipende sempre dalla vocale iniziale della parola seguente perché può comparire anche davanti a consonante.

Alcune parole hanno forme tronche molto frequenti e utili da riconoscere. Queste forme sono normali nell’italiano standard, ma non tutte si usano nello stesso modo in ogni contesto. Alcune restano più comuni in espressioni fisse o in registri più controllati.

Parola o espressioneDefinizione
unÈ la forma tronca di uno e si usa normalmente anche davanti a vocale maschile.
buonÈ la forma tronca di buono e si usa spesso prima di nomi maschili singolari.
belÈ la forma tronca di bello e compare in molte combinazioni comuni dello standard.
granÈ la forma tronca di grande e ha un uso frequente soprattutto in molte espressioni stabilite.
sanÈ la forma tronca di santo e si usa davanti a molti nomi propri maschili.

Non tutto il troncamento segue regole uguali per ogni parola. In italiano esistono forme fisse, forme molto comuni e forme percepite come più letterarie o più regionali. Per questo è utile distinguere ciò che è stabile nello standard da ciò che cambia secondo contesto, tradizione scritta o abitudine dei parlanti.

Regola
Alcuni troncamenti sono stabili nello standard e si incontrano regolarmente nella lingua scritta e parlata.
Altri troncamenti sono possibili ma non uguali per tutti i parlanti e possono sembrare più formali o meno comuni.
Quando l’uso varia, è meglio considerare la parola specifica e il contesto invece di applicare una regola assoluta a tutti i casi.

Ora puoi distinguere elisione e troncamento e riconoscere il ruolo dell’apostrofo. Puoi capire quando l’elisione si scrive con articoli, aggettivi e forme frequenti. Puoi anche riconoscere i troncamenti più comuni e sapere che, in alcuni casi, il loro uso varia secondo la parola e il registro.

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Tutti i contenuti sono stati scritti da una nostra IA e potrebbero includere alcuni errori. Ultimo aggiornamento: Mon Mar 30, 2026, 3:51 PM